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Visualizzazione dei post da agosto, 2021
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Thomas Mann (1875-1955) Germania Un artista, un artista vero e non uno la cui professione borghese sia l’arte, uno predestinato e condannato, lo si riconosce tra mille, anche con uno sguardo non molto esperto (…) Nel suo viso si legge il senso di isolamento e dell’estraneità, la consapevolezza di essere riconosciuto e osservato, qualcosa di regale e di smarrimento nello stesso tempo. Qualcosa di simile si può osservare nei tratti di un principe che cammini tra la folla in abiti borghesi. ( da “Tonio Kröger”) Acquerello, pastelli e inchiostro su carta En. An artist, a real one, not one whose official profession is art, but a predestined and pre-condemned artist, you can pick out of a thousand men, with a little sharpness of sight (...) The feeling of separation and of non-membership, of being recognized and observed, is in his face, something at once regal and perplexed. In the features of a prince walking in ordinary clothes through a crowd one can see something simil...
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Yukio Mishima (1925-1970) Giappone (…) Nell’altra tasca le mie dita urtarono contro le sigarette. Ne presi una e l’accesi. Mi sentivo come chi, ultimato un lavoro, si siede a tirare una meritata boccata di fumo. Volevo vivere. (…) (da “Il padiglione d’oro) Acquerello, carboncino e inchiostro su carta EN Then I noticed the pack of cigarettes in my other pocket. I took one out and started smoking. I felt like a man who settles down for a smoke after finishing a job of work. I wanter to live.
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Fëdor Dostoevskij (1821-1881) Russia Invano il sognatore rovista nei suoi vecchi sogni, come fra la cenere, cercando una piccola scintilla per soffiarci sopra e riscaldare con il gioco rinnovato il proprio cuore freddo, e far risorgere ciò che prima gli era così caro, che commuoveva la sua anima, che gli faceva ribollire il sangue, da strappargli le lacrime dagli occhi, così ingannandolo meravigliosamente. ( da “Le notti bianche” ) Acquerello, pastelli e inchiostro su carta
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Ernest Hemingway (1899-1961) USA I would stand and look out over the roofs of Paris and think,’Do not worry. You have always written before and you will write now. All you have to do is write one true sentence. Write the truest sentence that you know.’ ( from “A moveable feast”) Acquerello, carboncino e inchiostro su carta IT Restavo fuori sui tetti di Parigi e a pensare: "Non preoccuparti. Hai sempre scritto e scriverai adesso. Non devi far altro che scrivere una sola frase vera. Scrivi La frase più vera che conosci" (da La festa mobile)
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Virginia Woolf (1882-1941) Inghilterra Now that he was quite alone, condemned, deserted, as those who are about to die are alone, there was a luxury in it, an isolation full of sublimity; a freedom which the attached can never know. ( from Mrs Dalloway ) Acquerello, pastelli e inchiostro su carta IT E poi, ora che era condannato, abbandonato da tutti, completamente solo, come è solo chi sta per morire, c'era un privilegio in questo, un isolamento che aveva del sublime, una libertà che ha chi i legami non potrà mai conoscere. (da Mrs Dalloway)
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Khalil Gibran (1883-1931) Libano (…) La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera, e il pozzo da cui scaturisce il vostro riso, è stato sovente colmo di lacrime. (…) quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potrete contenere. (…) quando siete felici, guardate nel fondo del vostro cuore e scoprirete che è proprio ciò che vi ha dato dolore a darvi ora gioia. (da “Il Profeta”) Acquerello, pastelli e inchiostro su carta
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e. e. cummings (1894-1962) USA i like my body when it is with your body. it is so quite new a thing. muscles better and nerves more. i like your body (…) and eyes big love-crumbs, and possibly i like the thrill of under me you so quite new (da “i like my body when it is with your” ) Acquerello, pastelli e inchiostro su carta IT mi piace il mio corpo quand'è col tuo corpo. è una cosa tanto nuova. i muscoli meglio e nervi di più. mi piace il tuo corpo (...) e occhi grandi briciole d'amore e forse mi piace il brivido di sotto me te così nuova (da "mi piace il mio corpo quand'è col tuo")
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Rafael Alberti Merello (1902-1999) Spagna Si sbagliò la colomba, si sbagliava. (…) pensò che il mare fosse il cielo, che la notte fosse l’alba, si sbagliava (…) che le stelle - la rugiada, che il calore - la neve, si sbagliava. (…) lei si addormentò sulla riva, tu sul ramo (da “Se equivocò la paloma”) Acquerello, pastelli e inchiostro su carta
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Oscar Wilde (1854-1900) Irlanda O we are wearied of this sense of guilt. Wearied of pleasure's paramour despair, wearied of every temple we have built, Wearied of every unanswered right, unanswered prayer, For man is weak; God sleeps: and heaven is high: One fiery-colored moment: one great love: and lo! we die. (...) ( from Pantea) IT (…) Siamo stanchi di questo senso di colpa, stanchi dei templi che abbiamo costruito e delle preghiere giuste inascoltate. L’uomo è debole, Dio dorme. Il cielo è in alto. Una scintilla. Grande Amore. Morte. ( da “Pantea” ) Acquerello, pastelli e inchiostro su carta
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Umberto Saba (1883-1957) Italia (…) Tu sei come la rondine Che torna in primavera. Ma in autunno riparte; e tu non hai quest’arte. Tu questo hai della rondine: le movenze leggere; questo che a me, che mi sentiva ed era vecchio, annunciavi un’altra primavera (…) (da “Il Canzoniere”) Acquerello, pastelli e inchiostro su carta
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Sandro Penna (1906-1977) Italia Mi avevano lasciato solo nella campagna, sotto la pioggia fina, solo. Mi guardavano muti meravigliati i nudi pioppi, soffrivano della mia pena di non saper chiaramente. (…) Sembrava che un dio cattivo avesse con un sol gesto tutto pietrificato. (da “Mi avevano lasciato solo) Acquerello, pastelli e inchiostro su carta
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Natalia Ginzburg (1916-1991) Italia Ognuno di noi è sbandato e balordo in una zona di sé e qualche volta fortemente attratto dal vagabondare e dal respirare niente che la propria solitudine, e allora in questa zona ognuno di noi può trasferirsi per capirti - (da “Caro Michele” ) Acquerello, pastelli e inchiostro su carta
Pier Paolo Pasolini
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Pier Paolo Pasolini (1922-1975) Italia Amo ferocemente, disperatamente la vita. E credo che questa ferocia, questa disperazione mi porteranno alla fine. (…) io divoro la mia esistenza con appetito insaziabile. Come finirà tutto ciò? Lo ignoro. (da “Il cinema in forma di poesia”) Acquerello e inchiostro su carta